
Come ELIMINARE pensieri intrusivi e ossessioni
Indice
Affrontare i pensieri intrusivi è uno degli aspetti più travolgenti della vita con il DOC. Essi irrompono nella nostra mente, sconvolgendo la nostra tranquillità e mettendo in discussione tutto ciò che riteniamo vero su noi stessi. Di recente, questi pensieri disturbanti sono diventati ospiti indesiderati della mia psiche e volente o nolente mi tocca conviverci quotidianamente.
Tuttavia, non sono rimasto inerme dinanzi a loro. Attraverso la ricerca e la pratica, ho iniziato ad assemblare la mia “cassetta degli attrezzi” per gestirli e ridurre il loro impatto sulla mia vita quotidiana.
In questo articolo, vorrei condividere con te ciò che ho scoperto, nella speranza che possa offrire un po’ di sollievo anche a chi, come me, combatte quotidianamente con questi invasivi compagni di viaggio.
1. Comprendere il DOC
Il viaggio nella comprensione del DOC inizia con l’accettazione della sua presenza. Il disturbo ossessivo-compulsivo non è solo una serie di rituali visibili, ma anche una lotta interna con pensieri che possono sembrare soverchianti. Quando queste ossessioni mentali prendono il sopravvento, possono sembrare indistinguibili dai nostri pensieri normali, facendoci sentire come se fossimo in un labirinto senza uscita.
Tuttavia, il riconoscimento di questi pensieri come sintomi di un disturbo, piuttosto che come verità assolute sulla nostra personalità o realtà, è essenziale. L’educazione sul DOC ha il potere di demistificare e ridimensionare l’impatto di queste ossessioni.
A questo punto alcuni potrebbero chiedersi “Informarsi in maniera approfondita sul DOC non è essa stessa una forma di compulsione con il fine di rassicurarsi sulla propria condizione?”.
All’inizio lo è in parte, senza ombra di dubbio, ma ciò che conta è l’interiorizzazione delle informazioni apprese e la successiva messa in pratica di questa nuova consapevolezza nel quotidiano, possibilmente con il supporto di un professionista della salute.
In sintesi: se ti informi e agisci sulla base di ciò che hai appreso, stai facendo progressi. Se ti informi per alleviare i tuoi sintomi e non fai nulla per cambiare, stai solo compulsando.
2. Comprendere la differenza tra pensiero ossessivo e preoccupazione
Inizialmente, ho avuto difficoltà a distinguere tra preoccupazioni generali e pensieri ossessivi.
Tuttora non posso dire di avere il pieno controllo sotto questo punto di vista, ma ciò che ho imparato è che mentre una preoccupazione tipica può essere relativa a qualcosa che sta accadendo nella nostra vita e ha una soluzione o una conclusione, i pensieri ossessivi sono persistenti, invasivi e spesso non hanno legami diretti con il mondo reale.
Essi tendono a concentrarsi su temi ricorrenti e, a differenza delle preoccupazioni normali, resistono alla logica e al ragionamento. Riconoscere questa distinzione è fondamentale per ridimensionare l’importanza e il potere che diamo a questi pensieri.
Inoltre, anche se il DOC fa di tutto per mettere in discussione la nostra identità, un altro eccellente metodo per riconoscere i pensieri intrusivi è notare che questi ultimi sono estremamente lontani dalla persona che eravamo prima di contrarre il DOC, ed è questa la ragione principale che li rende così destabilizzanti.
3. Tecniche di Mindfulness e presenza
La pratica della Mindfulness mi sta aiutando a vivere nel momento presente, a osservare i miei pensieri senza giudizio e a riconoscere che non sono definitivi o permanenti. Esercizi specifici, come la meditazione sulla consapevolezza della respirazione o la scansione corporea, mi hanno fornito uno spazio sicuro per osservare i miei pensieri ossessivi senza reagire impulsivamente a essi.
In questo spazio, ho potuto riconoscere il passaggio transitorio dei pensieri e ricordare a me stesso che, come le nuvole, anche loro passeranno.
Attenzione però: la meditazione Mindfulness non va utilizzata “compulsivamente” durante una crisi di DOC con l’obiettivo di calmarsi in quel preciso momento. Lo scopo è quello di utilizzare le meditazioni formali per allenare il “muscolo” della consapevolezza, in modo che sia più facile raggiungere lo stato di presenza nel quotidiano e ridurre le divagazioni della mente ossessiva.
Dopo un mese continuativo di pratica, con 2 sessioni al giorno da 20 minuti ciascuna, posso affermare che intravedo i primi cambiamenti e che la mia mente riesce a tornare al presente con maggiore spontaneità, anche quando i pensieri intrusivi attaccano con forza.
4. Auto-compassione e accettazione
Non è stato facile accettare la presenza di pensieri ossessivi. Molte volte, mi sono trovato in lotta con me stesso, criticando la mia incapacità di “liberarmene”. Ma, con il tempo, sto imparando che l’autocritica aggrava solo il ciclo ossessivo.
Invece, trattare me stesso con auto-compassione ha avuto l’effetto opposto. Riduce la tensione, allevia l’ansia e offre un contesto di sicurezza interiore, un luogo dal quale è possibile osservare i pensieri senza essere travolti da essi.
Un altro aspetto sottovalutato dell’accettazione è il seguente: il DOC, anche se usa un metodo educativo molto duro, è qui per aiutarci. Aiutarci a capire che il modo in cui reagiamo alle difficoltà della vita richiede un cambiamento di prospettiva radicale.
Una volta che capiremo il messaggio implicito che sta cercando di comunicarci, sono certo che lo ringrazieremo.
Un altro aspetto sottovalutato dell’accettazione è il seguente: il DOC, anche se usa un metodo educativo molto duro, è qui per aiutarci. Aiutarci a capire che il modo in cui reagiamo alle difficoltà della vita richiede un cambiamento di prospettiva radicale.
5. Evitare trappole comuni
Ogni individuo con DOC ha la propria serie di sfide. Tuttavia, ci sono alcune trappole comuni in cui molti di noi cadono. Una di queste è la ricerca ossessiva di rassicurazioni. Nelle fasi iniziali è fondamentale, in quanto lo spavento e il malessere sono troppo forti per essere gestiti diversamente, ma una volta ricevuta la diagnosi e compresi i meccanismi di funzionamento del DOC, occorre lasciare andare le rassicurazioni e gestire i pensieri intrusivi in modo autonomo. Quei pensieri sono falsi, ma sono una nostra responsabilità.
Un altro errore comune è l’evitamento. Sebbene possa sembrare una soluzione a breve termine, evitare situazioni che scatenano pensieri ossessivi rinforza solo il potere di queste ossessioni sulla nostra vita.
Proprio ieri ho partecipato a una festa privata con tante persone che non conoscevo. All’inizio non è stato semplice. Vedere tante persone spensierate e felici intorno a me mi ha ricordato che, a causa del mio DOC, al momento non riesco a provare emozioni positive e spontanee con così tanta facilità, e ovviamente i pensieri intrusivi insistenti sono tornati a farmi visita puntuali come un orologio svizzero.
Tuttavia, dopo un’oretta di assestamento in cui ho cercato di accettare la situazione e interagire con le persone come se andasse tutto bene, è bastato trovare un paio di argomenti interessanti di cui discutere per ridimensionare la reazione di ansia e godermi il resto della serata.
Questa è la prospettiva che mi sta aiutando più di tutte: sforzarmi di vivere come se fossi già guarito dal DOC.
Infine, desidero sottolineare con enfasi l’importanza di cercare aiuto professionale se senti che i tuoi pensieri diventano ingestibili. Non c’è vergogna nel cercare supporto. A volte, abbiamo bisogno di una guida esperta per navigare attraverso le acque tumultuose della mente. Ricorda, non siamo soli e c’è speranza al di là dell’ossessione.