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Fuori Dal DOC
Groviglio denso di pennellate nere e macchie ocra su fondo avorio
Cultura

Se non provo più ansia, vuol dire che quel pensiero inizia a piacermi?

Ritratto di Luca PasiniLuca Pasini4 min
Indice
  1. 1. Non è amore, è DOC
  2. 2. Il DOC gioca con le tue emozioni
  3. 3. La chiave per liberarsi

Condivido un’esperienza personale che, per quanto destabilizzante, mi ha aiutato a comprendere uno degli ennesimi schemi di funzionamento del DOC.

10 giorni fa. Un caldo pomeriggio di inizio agosto. Stavo tornando a casa in moto dopo aver passato una bella giornata in compagnia di un caro amico. Mi godevo il paesaggio collinare dell’entroterra romagnolo in pace contemplativa con l’universo, senza alcun pensiero ossessivo a invadere la sacralità di quel momento.

Non appena varco il cancello di casa, ricolmo di emozioni positive, ecco rifarsi strada all’improvviso il pensiero ossessivo a tema suicidario. Questa volta, non c’era nessuna ansia che lo accompagnava.

“Che strano, perché non mi sento ansioso? Forse mi è piaciuto? Oddio, che sta succedendo!?”

Se hai mai sperimentato questo conflitto interiore, sappi quindi che non sei affatto il solo.

Dopo essermi spaventato e aver trascorso un paio d’ore a cercare rassicurazioni, ma anche ad informarmi a dovere, ho scoperto che questa èuna sfida comune per chi lotta con il disturbo ossessivo-compulsivo.

Lasciami esplorare questa dinamica intricata per aiutarti a capire perché il mancato scatenarsi dell’ansia non significa affatto che il pensiero intrusivo abbia trovato un posto gradito nella tua mente.

1. Non è amore, è DOC

Come abbiamo già visto a più riprese, il DOC è un vero maestro nell’arte dell’inganno. Quando un pensiero intrusivo appare nella tua mente e l’ansia che solitamente lo accompagna è assente, potrebbe sembrare che il pensiero sia stato accettato. Potresti perfino dubitare di te stesso, chiedendoti se hai reagito in modo inadeguato o se hai effettivamente trovato quel pensiero interessante.

Tuttavia, è sempre vitale ricordarsi che il DOC è un astuto manipolatore. La sua arma principale è quella di creare ansia intorno a un pensiero specifico, facendoti credere che l’ansia sia una risposta accurata e significativa al contenuto di quel pensiero, ma non è l’unica arma a sua disposizione.

Quando l’ansia scompare, non significa che il pensiero sia stato apprezzato, ma che il DOC sta sperimentando nuovi stratagemmi per cercare di destabilizzarti.

2. Il DOC gioca con le tue emozioni

Il DOC agisce sul terreno delle tue emozioni, generando ansia, paura e disagio. Tuttavia, può anche giocare con la percezione delle tue emozioni. La mancanza di ansia potrebbe far sembrare che il pensiero non sia pericoloso o che tu lo abbia accettato. Ma questa è un’illusione. È un altro trucco del DOC per metterti in dubbio e minare la tua fiducia nelle tue risposte emotive.

Coloro che affrontano le ossessioni definite “pure” - come le ossessioni aggressive, religiose, sociali o sessuali - spesso adottano una strategia di “messa alla prova”. Questa tattica li spinge ad affrontare situazioni inevitabili e a confrontarsi con gli stimoli temuti, cercando di mantenere il controllo, per sondare le loro menti e percepire le emozioni e le sensazioni scaturite.

Ad esempio, chi è ossessionato dalla paura di essere omosessuale potrebbe interagire con persone dello stesso sesso, sorvegliando da vicino i propri pensieri per individuare possibili fantasie positive legate all’omosessualità. Allo stesso tempo, controllerà le proprie reazioni emotive e la risposta fisica, sperando che non vi sia traccia di eccitazione.

Eppure, paradossalmente, questa attenzione esasperata gli farà provare proprio ciò che sta cercando di evitare.

La stragrande maggioranza delle persone che hanno il DOC e hanno un buon insight, sono a conoscenza del fatto che il tentativo di controllare l’assenza di certi pensieri non faccia altro che indurli, eppure non tutti sanno che con l’emozioni si può attivare lo stesso meccanismo.

Un’attenzione eccessiva alle proprie condizioni emotive e alle sensazioni fisiche provoca proprio ciò che si cerca di evitare. Questa focalizzazione limita la spontaneità nelle interazioni, innescando un’attivazione emotiva che può facilmente confondersi con l’eccitazione sessuale, impulsi aggressivi, autolesionismo e così via.

3. La chiave per liberarsi

Sappi che questa ad oggi è la mia peggiore abitudine e la mia stessa psicoterapeuta ha affermato che tendo a misurare le mie emozioni con insistenza, come se fossero una sorta di indicatore di performance del mio percorso di miglioramento rispetto al DOC, ma in realtà questa dinamica non fa altro che perpetrarlo.

In definitiva, la consapevolezza è il tuo alleato nella lotta contro il DOC. Imparare a riconoscere i suoi schemi è cruciale per smascherare le illusioni che crea. Quando un pensiero intrusivo appare nella tua mente e l’ansia manca, non cadere nella trappola di pensare che il pensiero sia diventato per te accettabile. Prendi atto che il DOC sta semplicemente variando il suo approccio.

Imparare a osservare i pensieri senza giudizio, a distanziarti da essi e a riconoscerli come prodotti del disturbo ti aiuterà a sminuire il loro potere su di te. Ricorda che non sei i tuoi pensieri, e il fatto che un pensiero non scateni ansia non cambia la natura invadente e falsa del DOC.

Ritratto di Luca PasiniLuca PasiniChi sono →

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