
Disturbo ossessivo compulsivo: 9 cose che mi stanno aiutando
Indice
- 1. Il valore dell’attività fisica
- 2. Disarmare i pensieri intrusivi con l’umorismo
- 3. La moto come ancora nel presente
- 4. La chitarra come fonte di liberazione
- 5. Il potere delle storie
- 6. l’immersione nella lettura
- 7. Il ruolo della meditazione
- 8. Il supporto imprescindibile di amici e familiari
- 9. Accettare che certi giorni saranno molto duri
- Conclusioni
Ciao e Benvenuto/a su questo blog!
Il mio nome è Luca, e da poco ho intrapreso un viaggio inaspettato con il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) e la conseguente sindrome ansioso depressiva che ne è derivata. Nel corso di soli due mesi, la mia vita è mutata in modi che mai avrei potuto anticipare.
Quello che una volta era un quotidiano sereno, solcato dalle normali preoccupazioni e sfide della vita, è ora pervaso da una corrente sommersa di pensieri ossessivi destabilizzanti e orribili. La mia mente si è trasformata in una specie di boia che sa sempre dove colpire per infliggere il massimo del dolore.
La mia mente si è trasformata in una specie di boia che sa sempre dove colpire per infliggere il massimo del dolore.
Eppure, non mi sto lasciando sopraffare. Ho intrapreso un cammino di approfondimento delle mie conoscenze e di ricerca per affrontare al meglio questa sfida. Oggi, desidero condividere con te ciò che ho scoperto funzionare su di me.
Mi trovo ancora in una fase di adattamento. Sto imparando a coabitare con il DOC giorno dopo giorno, a navigare in questo mare inesplorato e ad acquisire nuovi strumenti per raggiungere la guarigione.
Prima di procedere, è essenziale sottolineare che sto ricevendo supporto terapeutico. Ho avviato un percorso con uno psicoterapeuta e uno psichiatra, e i consigli che sto per condividere non intendono sostituirsi in alcun modo a un intervento professionale.
Queste sono le strategie che personalmente mi hanno sostenuto, ma non tutte potrebbero essere condivise o applicabili da chiunque. La mia speranza è di offrire un barlume di conforto a coloro che si trovano in una situazione analoga.
1. Il valore dell’attività fisica
Mi dedico all’allenamento in palestra tre volte a settimana, svolgendo principalmente attività isotonica a moderata intensità, e recentemente ho iniziato a frequentare un corso di Beach Tennis due volte a settimana. L’attività sportiva ha un effetto catartico su di me, anche nei giorni in cui i pensieri sembrano assediarmi da ogni direzione. La fatica, la competizione e lo sforzo fisico mi permettono di concentrarmi sul mio corpo, distogliendo l’attenzione dai pensieri invadenti e rendendo l’ansia più gestibile.
2. Disarmare i pensieri intrusivi con l’umorismo
Inizialmente, i pensieri intrusivi mi terrorizzavano. Alcuni erano così terrificanti e bizzarri che temevo di perdere la ragione o che avessero un significato nascosto. Sulla base di uno spunto di un caro amico, ho deciso di tentare di rispondere a questi pensieri con una risata. Ridere della loro assurdità, di quanto fossero lontani dalla mia vera essenza. Quando un pensiero ossessivo si presenta tento sempre di rispondere mentalmente “sì sì, tranquillo!” oppure “ma certo!”. Come se fosse il tipico amico scemo che ne ha detta un’altra delle sue.
3. La moto come ancora nel presente
Ho sempre nutrito una passione per la guida, ma da quando ho iniziato a combattere i pensieri ossessivi ho scoperto che la moto mi offre un ancoraggio molto più potente rispetto all’automobile. Sentire il vento sul mio volto, i polmoni che si riempiono d’aria, la strada che scorre sotto di me… Per non parlare del costante rischio di bruciarmi i polpacci con lo scarico alto! Queste sensazioni mi aiutano a restare ancorato al presente, lontano dalla spirale dei pensieri ossessivi.
4. La chitarra come fonte di liberazione
La musica ha sempre rivestito un ruolo speciale tra i miei interessi. Con l’insorgere del DOC, ho riscoperto un rapporto più sano e naturale con la mia chitarra elettrica: quando suono, non cerco di “migliorare” o esercitarmi come ho sempre fatto, ma mi limito a improvvisare per circa 30-40 minuti, apprezzando ciò che producono le mie mani e lasciandomi trasportare dalle vibrazioni della musica.
5. Il potere delle storie
Per la prima volta in vita mia, mi sono ritrovato ad apprezzare le narrazioni più leggere, in particolare le commedie inglesi e americane. “Community” è attualmente una delle mie serie TV preferite. Racconta una storia di disadattati alla ricerca di una seconda opportunità in un community college americano, con personaggi e situazioni folli e momenti di introspezione occasionale che centrano sempre l’obiettivo.
6. l’immersione nella lettura
Ho abbandonato le letture legate alla crescita personale e al pensiero filosofico ed esistenziale, in quanto al momento generano solo preoccupazioni ulteriori, dato che attivano uno dei temi del mio DOC. Mi immergo quindi nelle storie di altri mondi, preferibilmente fantasy. Ho riscoperto e ricominciato la serie di Harry Potter dopo più di 15 anni, un’esperienza che si è rivelata essere una delle migliori soluzioni al mio malessere.
7. Il ruolo della meditazione
Mi sono adoperato nel corso degli anni per praticare la Meditazione Mindfulness, attratto dall’idea di non identificarsi con i propri pensieri e riportare l’attenzione al momento presente in modo non giudicante. Oggi, la Mindfulness riveste un ruolo cardine nelle mie giornate. Dedico 20 minuti ogni mattino e pomeriggio a questa pratica, che si rivela particolarmente efficace nel mitigare l’insorgere di stati d’ansia intensi.
8. Il supporto imprescindibile di amici e familiari
Provo un senso di gratitudine profondo per la mia famiglia e gli amici che mi sostengono. Il loro affetto sincero e la loro comprensione mi ricordano che c’è un’esistenza oltre (e durante) il DOC che mi attende. Pur essendo noi gli unici artefici del recupero da questo disturbo, non siamo affatto soli in questa battaglia. Nei giorni più tetri, il loro supporto è per me fondamentale.
9. Accettare che certi giorni saranno molto duri
Infine, la pazienza. Accettare con serenità l’eventualità di giornate ardue, momenti in cui nulla sembra procedere secondo i piani e l’intensità dei pensieri è troppo forte per poterli tenere a bada. Durante questi momenti, cerco di ricordarmi che anche queste fasi transitorie passeranno. Proseguo con tenacia a fare ciò che è nelle mie possibilità, a mettere in atto le strategie che ho appreso e a cercare conforto nelle piccolezze della vita quotidiana. Cerco di vivere ogni giornata come se avessi già sconfitto il DOC.
Cerco di vivere ogni giornata come se avessi già sconfitto il DOC.
Conclusioni
Il DOC è un nemico insidioso. Mette in dubbio la tua memoria, la tua etica, le tue intenzioni, i tuoi valori, la tua stessa identità.
Non siamo soli e non dobbiamo assolutamente affrontare questa sfida in solitudine.
Grazie per aver dedicato il tuo tempo alla lettura del mio post. Continuerò a condividere aggiornamenti e scoperte nel mio percorso, con l’auspicio di offrire un barlume di speranza e comprensione a coloro che ne hanno più bisogno.