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Fuori Dal DOC
Volto maschile rivolto verso l’alto fra schegge azzurre e gialle
Testimonianze

Testimonianza di chi è guarito dal DOC puro

Ritratto di Luca PasiniLuca Pasini4 min

Eccoci con un’altra testimonianza, questa volta di Luca T.

Anche Luca è un membro del gruppo di mutuo aiuto online a cui sono iscritto, e di tanto in tanto offre solidarietà e consigli a coloro che soffrono di Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

Si è preso anche del tempo per chiedermi come stesse andando il mio percorso personale e offrendomi alcuni suggerimenti utili sulla pratica della Mindfulness, di cui ero già un forte sostenitore, e per questo lo ringrazio.

Puoi leggere qui di seguito la sua testimonianza completa:

“Ho iniziato a soffrire di DOC da adolescente. Ricordo che controllavo ripetutamente che il rubinetto dell’acqua fosse chiuso per evitare i rimproveri derivanti da una mia possibile negligenza. Mi assicuravo che la sigaretta fosse spenta correttamente, temendo che, se non lo fosse, potesse provocare un danno catastrofico come un incendio, e che sarei stato io a causarlo. Praticamente mettevo in atto delle compulsioni, ovvero dei comportamenti preventivi che mi permettevano di tenere a bada i miei timori, ma che talvolta si dimostravano dolorosi.

Oggi so che le ripetizioni altro non sono che sfiducia nella propria memoria. Ho risolto queste compulsioni materiali decidendo autonomamente, una sera, di bloccare le ripetizioni perché considerate sbagliate, riuscendo a mettere in sordina il disturbo.

Intorno ai diciotto anni ho sofferto di ipocondria in seguito a un evento traumatico, ma soltanto dopo qualche anno è successo quello che ha cambiato di punto in bianco la mia vita, ovvero ho sperimentato per la prima volta un’ossessione a seguito di un periodo particolarmente stressante.

Cominciai a piangere, ero terrorizzato e credevo che quel pensiero descrivesse la mia identità, la mia mente produceva immagini che avrei voluto non avere.

Soltanto dopo qualche giorno, facendo delle ricerche su internet, scoprii che ero affetto appunto da un disturbo e una speranza si riaccese in me: potevo guarire; i pensieri non erano altro che il frutto di un disturbo mentale. Conobbi circa circa quattro terapeuti ad indirizzo cognitivo-comportamentale che cercarono di farmi conoscere il disturbo, ma le cui tecniche comportamentali non erano efficaci nel mio caso; alcuni di loro mi dicevano che avrei dovuto convivere col mio disturbo, e mi demoralizzavano.

Dopo sette mesi di inferno, perseverante, decisi di avvicinarmi alla Mindfulness e di assumere degli psicofarmaci, ultime opzioni visto che la sola psicoterapia si era dimostrata inefficace nel mio caso. Iniziai ad avere dei miglioramenti dopo circa una settimana dall’assunzione degli psicofarmaci e dalla pratica degli esercizi di meditazione.

Il mio disturbo prevedeva poche compulsioni mentali (es. ripetizione a mente) ed era pervasivo in quanto toccava ogni aspetto della mia vita. Non ero affatto messo bene.

Dicevo, iniziai a stare bene, a espormi alle mie paure, a prendere consapevolezza del mio corpo, a sentire le emozioni, ad uscire; in tre mesi mi sentii guarito, mi sentivo diverso, sino a quando non ebbi la prima recidiva.

Ne ho avute quattro in cinque anni e tutte hanno contribuito a formare la persona che sono adesso. Sono cresciuto e credo di essere “morto” un po’ ogni volta, ma ho superato anche i traumi che queste esperienze mi avevano lasciato come eredità.

Oggi sto bene. Non ho ossessioni né compulsioni ma mi rendo conto che il disturbo è sempre in agguato, è una parte di me. Ma non ci casco.

Auguro a tutti di trovare il coraggio e la determinazione di uscire da questo disturbo, e vivere finalmente la propria vita.“

Ringrazio Luca per la testimonianza.

Proviamo ad estrarre un breve riepilogo dalla sua storia:

  • L’informazione ti rende libero. Luca sostiene che informarsi e scoprire di avere un disturbo l’ha aiutato molto nel suo processo di consapevolezza e guarigione. Psicoterapeuti e psichiatri sono fondamentali, ma occorre imparare ad aiutarsi anche da soli, e la corretta informazione è uno step essenziale. Consulta la mia pagina Risorse per imparare più cose possibili sul DOC.
  • Lo psicoterapeuta è più importante del suo orientamento. Su questo blog non ho mai nascosto il mio aperto sostegno verso la Terapia Cognitivo-Comportamentale, la quale è riconosciuta come il trattamento di elezione per chi soffre di DOC. Continuo a consigliarla senza riserve. Detto ciò, esistono psicoterapeuti competenti e incompetenti, ed è questo l’elemento che fa la maggiore differenza. Oltretutto, può anche darsi che la TCC non sia adatta a te. Insisti e sono certo che troverai il tuo psicoterapeuta di fiducia!
  • L’importanza della Mindfulness. La Meditazione Mindfulness è il pilastro della lotta al DOC, e una volta padroneggiata ti offrirà un potente antidoto alla spirale incessante dei pensieri intrusivi, aiutandoti a riconoscere e accettare le tue sensazioni senza essere sopraffatto da esse. Luca è uscito dal DOC grazie alla terapia farmacologica e alla sua abilità di disidentificarsi con i pensieri intrusivi e tornare al momento presente, tutto da solo. Se ti interessa, leggi il mio approfondimento sulla Mindfulness.

Aggiungo infine che la pratica meditativa costante, di cui Luca si fa portavoce, non ti aiuterà solo a gestire meglio il DOC, ma arricchirà anche la tua esperienza di vita e ti permetterà di assaporare pienamente ogni piccola cosa.

Ritratto di Luca PasiniLuca PasiniChi sono →

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