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Fuori Dal DOC
Uomo seduto a gambe incrociate a capo chino, con un’esplosione dorata alle spalle
Testimonianze

Testimonianza di chi è guarito dal DOC grave

Ritratto di Luca PasiniLuca Pasini5 min

Se c’è una cosa di cui mi sono reso conto negli ultimi mesi, è che quando il DOC si fa particolarmente aggressivo c’è una componente che spesso viene a mancare: la speranza di poter guarire e riprendere a condurre una vita normale.

Per quanto ci siano tecniche anche per affrontare i momenti più bui del DOC, l’articolo di oggi vuole essere interamente dedicato alla speranza.

Di seguito riporto la testimonianza integrale che ho richiesto a Bruno Originale, ex malato di DOC e fondatore di un gruppo Facebook di mutuo auto aiuto che conta più di 7.000 membri, tra cui il sottoscritto.

“Ciao, ecco la mia storia con il DOC durata 40 anni, ma raccolta in poche righe, questo per poter farti capire che c’è speranza nella cura.

Ricostruisco che all’età di 5 anni ho cominciato a soffrire di Disturbo Ossessivo Compulsivo. Nel 1963 il doc era una patologia praticamente incurabile; sia per questo, sia per ignoranza dei miei genitori, non ho avuto nessun approccio con specialisti aumentando esponenzialmente la gravità del disturbo.

A 21 anni ero distrutto, stavo male, molto male, poiché nessuno credeva sia ai sintomi del doc, e molti erano nascosti, sia alla sofferenza mentale dovuta ad un avanzato stato depressivo maggiore e senza nessuno a cui aggrapparmi.

In seguito fui affidato alle cure di una psicoanalista molto inesperta che, nonostante i 10 anni di terapia fatti con lei, non fece che peggiorare la situazione, anzi mi impedì di andare da uno psichiatra per un aiuto farmacologico.

La terapia secondo lei doveva bastare, ma era un approccio errato, distruttivo. Continuavo a peggiorare sempre di più. La sofferenza era devastante. Oggi ricordo oltre 116 situazioni e sotto situazioni di ossessioni e rituali compulsivi. C’è chi ne ha una, due…. a me si venivano ad incastrare tra di loro e la mia sensazione era di morte ed impotenza assoluta . Doc da contaminazione, religioso, ordine e simmetria, relazione, aggressivo ed altri ancora…

Per farti solo qualche esempio, una saponetta mi durava un giorno. Facevo docce di un’ora e mezzo, per fare 20 metri di strada a seconda dei pensieri che avevo ci mettevo anche un’ora. Le mie mani erano devastate dalle ferite dovute ai frequenti lavaggi, sanguinavano. Non mi scorderò mai la faccia di un farmacista a cui feci vedere le mani per acquistare una crema lenitiva, cambiò espressione alla vista di tante ferite sanguinolente e le mani devastate anche dal freddo, (era inverno), mi diede una crema, ma senza tanta convinzione.

Ero arrivato a 46 anni senza una medicina. Tu certo capirai la sofferenza di 116 rituali e ossessioni diverse, praticamente immobilizzato a casa e al lavoro. A quei tempi spendevo più di 25.000 lire al giorno per disinfettanti vari, usati sul mio corpo, sugli oggetti, sui vestiti, alcuni li portavo in tintoria, molti erano inevitabilmente rovinati insieme a: divani, suppellettili e muri, automobili.

Qualche volta facevo lavare le mani con fazzoletti umidificati anche i miei parenti o usavo escamotage simili con sofferenza estrema. All’esterno potevo uscire solo con tuta da ginnastica invernale, anche ad agosto, poiché non potevo indossare a casa i vestiti con cui andavo al lavoro.

Alla fine dei giochi, stremato io e la mia famiglia, mi diedero per caso l’indirizzo di uno psichiatra che cominciò a curarmi. Lui non voleva il ricovero, ma io sì, ero alla frutta, non potevo vivere una vita in questo modo, lui per il mio bene accettò. Fui ricoverato in una clinica psichiatrica per 54 giorni, due mesi, con 34 flebo consecutive e medicinali per via orale. Uscii dalla clinica con una cura che prevedeva 18 pillole al giorno!

Faccio un passo indietro, il doc mi aveva procurato una depressione maggiore, la più brutta, che mi ha accompagnato per tutto questo tempo.

Poi ho continuato i controlli con lo psichiatra, La terapia Cognitivo Comportamentale e la Terapia Breve Strategica mi hanno aiutato tantissimo. Devi sapere che io sono il caso più grave che abbia mai curato il mio professore di doc, e ti dico anche un’altra cosa importante. Per farti capire come funziona tale terapia, faccio un esempio: per chi non sa nuotare nel mare del doc, le medicine ti tengono a galla per quanto tu vuoi, ma nei casi gravi non curano completamente, hanno la funzione di ciambella di salvataggio, ma è la terapia cognitivo comportamentale che ti insegna a nuotare fino al punto in cui non hai più bisogno di salvagente, e questo ti da dignità e autostima.

Ecco la mia storia ma molto, molto abbreviata. Finisco ribadendo di nuovo che il disturbo si può curare e si possono alleviare i sintomi o puoi conviverci in modo da rendere la tua vita assolutamente normale e vivibile. Ma occhio a non abbassare la guardia, perché si può ricadere, ma ci si rialza, tutto sta nel fatto che ai primi sintomi torni dai tuoi specialisti.

Un saluto, Bruno.“

Non credo ci sia molto da aggiungere.

Una testimonianza così potente mi ha dato l’occasione di riflettere sulla mia situazione, rimettere in prospettiva le mie sofferenze e trarre alcune conclusioni che riassumo in breve:

  • La Terapia Cognitivo-Comportamentale ad oggi è il trattamento di elezione per la gestione e cura del Disturbo Ossessivo-Compulsivo.
  • Quando la sofferenza si fa troppo grande, ricorrere ad una consulenza psichiatrica e ai farmaci non è affatto una pratica di cui vergognarsi o da demonizzare.
  • Se la fiducia e la speranza escono di scena, anche per molti anni, l’unica virtù su cui fare affidamento è la pazienza. Il semplice “andare avanti” nonostante tutto.
  • La chiave di volta nella cura del DOC è imparare a vincere le prime battaglie per recuperare dignità e autostima. Gestire i primi pensieri, ridurre parzialmente le compulsioni, rendersi conto che “ce la posso fare”. Serve una miccia per far divampare le fiamme.
  • Il benessere mentale va coltivato per tutta la vita, in modo da evitare potenziali ricadute, ma soprattutto per godersi al massimo i momenti migliori della vita e affrontare con dignità le sofferenze, con la consapevolezza che alla fine andrà tutto bene.

Un caloroso ringraziamento a Bruno per la sua incredibile storia.

Ritratto di Luca PasiniLuca PasiniChi sono →

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