
Perché il DOC attacca quando sei felice
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Se c’è una cosa che ho imparato dal mio viaggio con il disturbo ossessivo-compulsivo, è che sembra avere un fiuto particolare per i momenti di felicità. Quelle volte in cui ti senti leggero, spensierato e finalmente libero dalle catene dell’ansia, è proprio in quei momenti che il DOC può decidere di fare la sua mossa.
Ma perché succede quando sembra che tutto stia andando bene?
1. La mente e le sue abitudini
La mente umana è un terreno complesso, pieno di abitudini e schemi di pensiero. Quando sei felice, il tuo cervello è in uno stato di apertura e libertà. Questo è il momento in cui le tue difese naturali sono abbassate e, paradossalmente, il DOC potrebbe percepire questo come un’opportunità per colpire.
Il DOC è alimentato dall’incertezza ed è un opportunista che sa sempre cosa dire per stabilizzarti, quindi i pensieri intrusivi potrebbero riguardare il dubbio sulla tua felicità presente o sul futuro. “E se qualcosa andasse storto?” “Forse questa felicità non è reale?” Sono solo alcune delle domande che il DOC potrebbe piazzarti in testa quando meno te l’aspetti.
2. La paura del cambiamento
Il DOC ha anche paura del cambiamento. Quando sei felice, potrebbe vederti in procinto di fare un passo avanti, di superare una paura o di intraprendere nuove sfide. Questo spaventa il DOC, che è abituato alla sua routine e ai suoi schemi ossessivi. E così, cerca di tirarti indietro con pensieri che minacciano la tua felicità.
Potrebbe sembrare controintuitivo, ma per il DOC la familiarità dell’ansia è più confortante del rischio dell’ignoto, e il suo obiettivo contorto è sempre quello di proteggerti dai potenziali pericoli, anche se sono del tutto inventati.
3. Il consiglio del passato
Uno degli aspetti più frustranti del DOC è che ha una memoria selettiva. Si ricorda solo delle volte in cui hai ceduto alle sue richieste compulsive o ai suoi pensieri intrusivi. Ecco perché, quando sei felice, il DOC potrebbe ricordarti tutte le volte in cui hai provato a sentirti così e poi qualcosa è andato storto, e potrebbe anche manipolare le memorie stesse.
Questo tentativo di allarmarti con esperienze passate può spegnere la tua felicità presente e trascinarti nell’ansia.
Riflettendo su questa tattica del DOC di attaccare proprio nei momenti di felicità, mi torna alla mente un’esperienza personale che mette in luce quanto possa essere insidioso: durante la finale degli Europei 2020, quando l’Italia ha vinto grazie all’ultimo rigore segnato da Bernardeschi, avrei dovuto sentirmi euforico.
Tuttavia, non ho provato quella gioia travolgente che mi aspettavo, quindi in quel momento ho cercato di “forzare” di sentirmi felice, ma le insicurezze causate dai miei pensieri intrusivi stavano già minando la mia tranquillità.
Sì, perché nel periodo degli Europei le mie ossessioni erano già presenti, seppur in modo meno destabilizzante. Avevo sviluppato la compulsione mentale di “guardarmi dentro” molto spesso in cerca di felicità, ma puntualmente non la trovavo. Al tempo, ovviamente, non mi rendevo conto che le cose non funzionano così e che le emozioni non possono essere cercate o misurate.
Questa compulsione persiste da tre anni ed è diventata un’abitudine difficile da spezzare, anche se mi sto impegnando molto per disinnescare questo comportamento.
Lo scopo di questa mia esperienza è quello di aiutarti a capire quanto il DOC possa manipolare anche i momenti di gioia, cercando di farli vacillare. Riconoscere questi schemi è fondamentale per poterli contrastare efficacemente.
4. Affrontare l’attacco del DOC
Quando i pensieri intrusivi si affacciano durante i momenti di gioia, puoi ricordarti che è il DOC che cerca di minare la tua felicità. Questo ti dà la possibilità di mettere in pratica le strategie di gestione che hai imparato come la Mindfulness e la focalizzazione sul presente.
Un esempio? Ecco un’altra esperienza che ho avuto proprio oggi.
Ho deciso di fare un aperitivo con un’amica che non vedevo da tanto tempo. Siamo stati in spiaggia, abbiamo gustato del buon pesce, il sole estivo brillava alto nel cielo.
Mi stavo godendo appieno il momento, quando improvvisamente è emerso il solito pensiero intrusivo: “Non goderti troppo la vita, ricordati che sei malato di DOC.”
Inizialmente, quell’ansia ben nota si è manifestata con una certa intensità. Mi sono sentito come se stessi camminando su un filo sottile tra il piacere e l’ansia, con il DOC che cercava di inclinare la bilancia dalla parte sbagliata. Ma questa volta ho deciso categoricamente di non farmi rovinare il momento. Ho fatto alcuni respiri profondi e ho continuato la conversazione con la mia amica.
Nonostante l’iniziale scossa di ansia, ho scelto di focalizzarmi su ciò che stavo vivendo: l’atmosfera piacevole, la compagnia della mia amica e il panorama mozzafiato della spiaggia, e attraverso questo impegno nel momento presente sono riuscito a spezzare la catena dei pensieri intrusivi prima che potessero innescare una spirale di negatività.
In sintesi: anche se il DOC può tentare di sottrarci momenti di gioia, possiamo tentare di resistere e non permettere che ci rubi l’opportunità di vivere appieno. È possibile contrastare il potere delle ossessioni attraverso la pratica costante di rimanere ancorati al presente.
E mentre è vero che il cammino può essere difficile e sfidante, come dimostra il mio percorso ancora in corso, è altrettanto vero che la determinazione e la consapevolezza possono cambiare il corso degli eventi.
La tua serenità merita di essere difesa.