
La verità ti libera dal DOC
Voglio condividere la recente intuizione che ho avuto durante la mia seduta di psicoterapia bisettimanale. Sono quei momenti rari in cui tutti i pezzi del puzzle si incastrano, e ti ritrovi di fronte a una rivelazione che cambia la tua prospettiva.
La mia epifania? Ho accettato che, nel profondo, sono una persona che ama la tranquillità e l’ozio.
Questa realizzazione potrebbe sembrare semplice e per alcuni sciocca, ma per me rappresenta un passo fondamentale nel mio percorso con il Disturbo Ossessivo Compulsivo.
Mi sono sempre imposto di essere super attivo e produttivo, spinto in parte dalle attitudini della mia personalità, ma anche dalla pressione della società capitalistica finanziaria e dalle aspettative create dall’ambiente familiare in cui sono cresciuto.
Questo ha generato in me una tensione costante tra ciò che sentivo di dover essere e ciò che realmente desideravo.
Spesso desidero solo rilassarmi. Piallarmi sul divano qualche ora, mangiare schifezze invereconde (e sticazzi dell’ossessione sul fisico) e guardare una serie TV. Voglio abbracciare e nutrire anche questo lato della mia persona, senza giudicarlo negativamente.
Riconoscere e accettare questi aspetti più “oziosi” di me stesso è stato liberatorio. Mi sento sempre più padrone della mia identità, e questo mi aiuta a stare infinitamente meglio.
Non ho dati scientifici per sostenerlo, ma ho l’impressione che più ci si avvicina alla verità su se stessi, più il Disturbo Ossessivo Compulsivo allenta la sua presa. È come se, riconoscendo e accettando la mia vera natura, io stessi togliendo potere a quelle forze interne che si nutrono di insicurezze e dubbi.
Ogni passo verso l’accettazione di chi sono, è un passo verso la libertà dal DOC. E questa libertà non è solo l’assenza di sintomi, ma la capacità di vivere una vita autentica, piena e soddisfacente.
Nella mia esperienza, il DOC ha sempre avuto un modo di distorcere la realtà, facendomi vedere le cose in modo più negativo di quanto effettivamente fossero. Ma attraverso il processo terapeutico e la riflessione personale, sto imparando a riconoscere queste distorsioni e ad avvicinarmi alla mia verità.
Questo percorso non è semplice. Richiede attenzione sui propri pensieri e comportamenti (da non confondere con la ipervigilanza), e la volontà di sfidare quelle parti di noi che ci mantengono intrappolati in un ciclo di ansia e compulsioni. Ma ne vale la pena.
Per una volta, vorrei addirittura ringraziare il DOC. Mi sta guidando verso la scoperta di un tesoro di cui non ero minimamente a conoscenza.
La mia speranza è che questa riflessione possa ispirare altri che lottano con il DOC o altre problematiche a intraprendere il proprio viaggio verso l’autenticità e l’accettazione di sé.
Perché, alla fine, la verità ci libera.
You’re only as sick as your secrets. But the truth shall set you free.