
Gestione del DOC: cosa non fare
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Intravedere la luce alla fine del tunnel del disturbo ossessivo compulsivo (DOC) richiede un percorso impegnativo e pieno di insidie.
Dato che personalmente sono ancora ben lontano da quella luce, di recente ho adottato alcuni comportamenti nel tentativo di alleviare il mio disagio, ma che, con il passare del tempo, ho compreso non essere produttivi per una gestione a lungo termine del DOC.
1. Ricercare incessantemente rassicurazioni
Durante le prime fasi del DOC, quando il terrore e la confusione dominano, cercare conforto e rassicurazione nelle persone care è un rifugio naturale e sacrosanto. È il motivo per cui ero tornato a vivere con i miei genitori, dai quali mi sono allontanato solo quando ho iniziato a sentirmi più stabile.
Tuttavia, una volta superata la fase iniziale di grande turbamento, è essenziale iniziare ad affrontare i pensieri ossessivi con le proprie forze, limitando la ricerca continua di rassicurazioni. Ciò non significa rinunciare all’incoraggiamento, che invece è sempre benvenuto e benefico.
Vi faccio un esempio per aiutare a comprendere meglio questa distinzione.
La rassicurazione potrebbe assumere la forma di “Non preoccuparti, i tuoi pensieri sono falsi e non farai mai nulla del genere!”, mentre l’incoraggiamento potrebbe essere “So che è doloroso, ma sono qui per te e credo nella tua capacità di affrontare questa sfida!”.
L’incoraggiamento è ben gradito, mentre la rassicurazione va evitata come la peste!
2. Cadere nel vittimismo
Questo non implica reprimere le proprie emozioni. Ci sono giorni in cui la tristezza e l’apatia legate al DOC possono avere effetti devastanti. È perfettamente normale permettere a queste emozioni di fluire: piangere se necessario, disperarsi se inevitabile.
Tuttavia, è cruciale ricordare che si tratta semplicemente di una giornata no, che non siamo i più sfortunati del mondo e che l’indomani potrebbe riservarci momenti migliori.
Rinunciare all’autocommiserazione è un passo importante, anche nei giorni in cui ogni cosa sembra impossibile. In quei momenti, il focus dovrebbe essere sul relax e l’accettazione delle proprie sensazioni, quasi “fregandosene”.
3. Trascorrere ore su google in cerca di risposte
Un comportamento che si avvicina molto alla costante ricerca di rassicurazioni. Questa pratica può offrire un temporaneo sollievo dall’ansia, ma a lungo termine può accentuare il disagio o addirittura generare nuove ossessioni.
Il DOC è un avversario astuto ed un eccellente oratore: troverà sempre nuovi modi per controbattare alle tue argomentazioni e per sviare i tuoi tentativi di risoluzione razionale. Lascialo dibattere da solo finché non si annoia.
4. Dubitare se un pensiero sia DOC o meno
Questa è una delle sfide più grandi che il DOC ci presenta e che al momento mi causa ancora problemi. Alcuni pensieri ossessivi, soprattutto quando l’ansia è alta, possono sembrare più reali di altri, inducendoci a credere che ci sia un fondo di verità in essi.
Tuttavia, nel momento in cui ci si interroga se un pensiero sia prodotto dal DOC o meno, e si avverte l’impulso di rispondere razionalmente a tale domanda generatrice di ansia, allora si tratta di DOC nella maniera più assoluta.
Nel dubbio, tratta ogni pensiero ossessivo come se fosse un sintomo del disturbo.
Tuttavia, nel momento in cui ci si interroga se un pensiero sia prodotto dal DOC o meno, e si avverte l’impulso di rispondere razionalmente a tale domanda generatrice di ansia, allora si tratta di DOC nella maniera più assoluta.
Spero che questo articolo possa aiutarti a individuare gli atteggiamenti controproducenti che ti portano a rafforzare il DOC invece di indebolirlo. Ricorda che nessuno è perfetto e che nei giorni veramente bui anche a me capita di trascorrere 1-2 ore al giorno su internet in cerca di risposte a domande senza fine.
Se c’è una cosa che ho imparato è che il percorso di comprensione e gestione del DOC non è affatto lineare. Un giorno fai due passi in avanti, poi uno indietro, poi due indietro, poi tre in avanti.
L’importante è che la sommatoria finale sia positiva.
Buona fortuna!