
Terapie per il DOC: Consigli da Chi lo Vive Ogni Giorno
Aggiornato il
Indice
Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è una condizione che può avere un impatto significativo sulla vita di chi ne soffre, portando a pensieri intrusivi e comportamenti ripetitivi difficili da gestire.
Come blogger che ha esperienza diretta con il DOC, ho cercato nel tempo le migliori terapie disponibili. La buona notizia è che esistono vari approcci di psicoterapia che possono aiutare a trattare questa condizione.
Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC)
La Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) è un approccio terapeutico che si basa sull’idea che i nostri pensieri (cognizioni) influenzano i nostri sentimenti ed i nostri comportamenti. Pertanto, cambiando i pensieri e i comportamenti, possiamo influenzare il nostro benessere emotivo.
Perché la TCC è efficace nel trattamento del DOC?
Il DOC è caratterizzato da ossessioni, ovvero i pensieri indesiderati e invasivi che causano ansia, e compulsioni, cioè i comportamenti ripetitivi che una persona sente il bisogno di eseguire per ridurre l’ansia. La TCC affronta entrambi questi aspetti.
- Componente Cognitiva: La parte cognitiva della TCC aiuta il paziente a identificare e sfidare i pensieri distorti che alimentano le ossessioni. Ad esempio, se un paziente ha paura che qualcosa di terribile accadrà se non controlla il fornello più volte, la TCC aiuterà il paziente a sfidare la validità di tale pensiero.
- Componente Comportamentale: La parte comportamentale della TCC, in particolare l’Esposizione e Prevenzione della Risposta (ERP), è centrale nel trattamento del DOC. L’idea è quella di esporre gradualmente il paziente alle situazioni o ai pensieri che scatenano le ossessioni e poi prevenirli dal compiere le compulsioni.
Esposizione e Prevenzione della Risposta (ERP)
L’ERP è un metodo efficace e ampiamente raccomandato per il trattamento del DOC. Funziona in questo modo:
- Valutazione: Il terapeuta lavora con il paziente per creare una lista delle situazioni o dei pensieri che causano ansia, classificandoli in base all’intensità dell’ansia.
- Esposizione graduale: Iniziando dalle situazioni meno ansiose, il paziente viene esposto a questi trigger. Durante questa esposizione, il paziente è incoraggiato a resistere all’impulso di compiere la compulsione.
- Prevenzione della risposta: Questo passo è cruciale. Mentre il paziente è esposto alla situazione o al pensiero scatenante, gli viene chiesto di non eseguire la compulsione. Inizialmente, ciò aumenterà l’ansia, ma con il tempo e la pratica, l’intensità dell’ansia diminuirà.
- Riflessione e rafforzamento: Dopo ogni sessione di ERP, il terapeuta e il paziente riflettono sull’esperienza, discutendo dei successi e degli ostacoli. Questo rafforza il comportamento desiderato e prepara il paziente per le esposizioni future.
La TCC, e in particolare l’ERP, ha dimostrato di essere un approccio terapeutico estremamente efficace per il DOC.
Qualche numero, per farsi un’idea di che impegno stiamo parlando: il servizio sanitario britannico indica che per un DOC di gravità contenuta servono in genere dalle otto alle venti sedute, con esercizi da fare a casa fra l’una e l’altra, e che per le forme più gravi il percorso è più lungo. Le linee guida inglesi aggiungono una cosa che vale la pena sapere quando si sceglie: nelle forme lievi e moderate una terapia fatta bene e un SSRI risultano all’incirca altrettanto efficaci, mentre nelle forme gravi si offrono insieme.
Di certo richiede impegno e può essere sfidante, ma i risultati sono spesso trasformativi, permettendo ai pazienti di riacquistare il controllo delle loro vite e di ridurre significativamente la gravità dei sintomi del DOC.
Terapia Breve Strategica (TBS)
La Terapia Breve Strategica (TBS) è un modello terapeutico focalizzato sulla soluzione dei problemi in un lasso di tempo relativamente breve rispetto ad altri approcci. Essa non si limita a indagare le cause profonde del problema, ma si concentra piuttosto sulla sua risoluzione attraverso interventi mirati e strategici.
Perché la TBS per il DOC?
Il Disturbo Ossessivo Compulsivo, con le sue ossessioni e compulsioni, si nutre di schemi ricorsivi, ovvero cicli di pensieri e comportamenti che si autoalimentano. La TBS mira a interrompere questi cicli attraverso strategie specifiche, fornendo un modo alternativo di affrontare il problema.
Caratteristiche principali della TBS nel trattamento del DOC
- Identificazione dello schema problematico: Inizialmente, il terapeuta lavora con il paziente per identificare lo specifico ciclo ossessivo-compulsivo e come esso si manifesta nella vita quotidiana del paziente.
- Prescrizione del sintomo: Una delle tecniche tipiche della TBS è la “prescrizione del sintomo”, dove si chiede al paziente di eseguire deliberatamente il comportamento compulsivo o di concentrarsi sull’ossessione. Questo può sembrare controintuitivo, ma il principio è che controllando e programmando deliberatamente il comportamento, si può interrompere il ciclo automatico e involontario.
- Rietichettatura: La terapia può anche coinvolgere il paziente nel processo di “rietichettatura”, dove le ossessioni e le compulsioni sono viste sotto una luce diversa, riducendone la carica emotiva negativa.
- Tecniche di controintuitività: Molte strategie nella TBS possono sembrare controintuitive. Ad esempio, un paziente potrebbe essere guidato a esagerare le proprie compulsioni o a mettersi deliberatamente in situazioni che causano ansia. Il fine è sempre quello di interrompere il ciclo ossessivo-compulsivo.
- Rivalutazione e feedback: Dopo ogni intervento, il terapeuta e il paziente analizzano insieme i risultati, discutendo dei progressi e degli ostacoli. Questa fase di feedback è cruciale per adattare la terapia alle esigenze del paziente e per garantire che le strategie siano efficaci.
La Terapia Breve Strategica può offrire un’alternativa interessante per coloro che cercano un approccio più diretto e focalizzato sulla soluzione nel trattamento del DOC.
Mentre potrebbe non essere l’approccio più adatto per tutti, viene scelto volentieri da chi preferisce un modello terapeutico più strutturato e orientato all’azione. Con l’avvertenza detta all’inizio: è un modello diffuso soprattutto in Italia e non compare fra quelli indicati dalle linee guida per il DOC, che restano ferme sulla cognitivo-comportamentale con esposizione.
Terapia di Accettazione e Impegno (ACT) per il Disturbo Ossessivo Compulsivo
La Terapia di Accettazione e Impegno (ACT, dall’inglese “Acceptance and Commitment Therapy”) è un approccio terapeutico contemporaneo che si fonda sull’uso della mindfulness e sulla promozione dell’accettazione. Diversamente da terapie che cercano di eliminare o ridurre i sintomi, l’ACT si focalizza sul cambiamento del rapporto che la persona ha con i propri pensieri, emozioni e sensazioni.
L’ACT e il DOC: Una prospettiva diversa
Le persone affette da DOC sono spesso combattute tra ossessioni invadenti e comportamenti compulsivi volti a neutralizzarle. L’ACT propone una visione diversa: invece di lottare contro questi pensieri o cercare di eliminarli, si impara ad accettarli come una parte della propria esperienza, senza necessariamente reagire ad essi.
Pilastri dell’ACT nel trattamento del DOC
- Defusione cognitiva: Questa tecnica aiuta le persone a “distaccarsi” dai loro pensieri, riconoscendo che questi sono solo eventi mentali e non fatti. Ad esempio, invece di pensare “Devo controllare il fornello o succederà qualcosa di terribile”, una persona potrebbe imparare a rileggere questo pensiero come “Sto avendo il pensiero che devo controllare il fornello”.
- Accettazione: Piuttosto che combattere o evitare le ossessioni, l’ACT insegna alle persone ad aprirsi e accettare questi pensieri e sensazioni, permettendo loro di essere presenti senza necessariamente agire su di essi.
- Mindfulness: Essere consapevoli del momento presente è una componente chiave dell’ACT. Attraverso esercizi di mindfulness, i pazienti imparano a osservare i loro pensieri e sentimenti senza giudizio, ancorandosi al qui e ora.
- Sé come contesto: L’ACT aiuta le persone a comprendere che non sono definiti dai loro pensieri o sentimenti. Questa prospettiva permette ai pazienti di distaccarsi dal contenuto specifico delle loro ossessioni e vedere se stessi in un contesto più ampio.
- Valori: Uno degli aspetti distintivi dell’ACT è l’enfasi sui valori personali. Ai pazienti viene chiesto di riflettere su ciò che è veramente importante per loro nella vita e di agire in modo congruente con questi valori, piuttosto che lasciare che le ossessioni e le compulsioni dettino il loro comportamento.
- Impegno all’azione: Una volta identificati i propri valori, l’ACT incoraggia le persone ad impegnarsi in azioni che sono in linea con questi, anche in presenza di pensieri ossessivi.
La Terapia di Accettazione e Impegno offre una prospettiva interessante e innovativa sul trattamento del DOC.
Invece di concentrarsi sulla riduzione dei sintomi, si concentra sulla creazione di una vita ricca e significativa, anche in presenza di ossessioni e compulsioni.
Mentre può sembrare un approccio controintuitivo rispetto a quelli descritti precedentemente, molti pazienti hanno trovato nell’ACT una profonda liberazione dalla lotta costante contro il DOC, imparando a vivere una vita più piena e autentica.
EMDR
L’EMDR, acronimo di “Eye Movement Desensitization and Reprocessing” (Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari), è un approccio terapeutico sviluppato per trattare i traumi, in particolare il Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD) — ed è lì che ha le sue prove. Negli ultimi anni è stato provato anche su altri disturbi, fra cui il DOC, ma per il DOC siamo su un terreno molto meno solido: non è fra i trattamenti raccomandati dalle linee guida, e va considerato semmai come qualcosa che si affianca a un percorso, non come il percorso.
EMDR e DOC
Mentre il DOC non è necessariamente causato da un trauma, alcune persone con DOC possono tracciare l’origine delle loro ossessioni o compulsioni a specifici eventi traumatici o stressanti. Per questi individui, l’EMDR può offrire un mezzo per elaborare e risolvere questi traumi.
Fasi dell’EMDR nel trattamento del DOC
- Storia: In questa fase, il terapeuta raccoglie informazioni sulle esperienze traumatiche del paziente e su come queste potrebbero essere collegate alle ossessioni e alle compulsioni.
- Preparazione: Prima di iniziare la desensibilizzazione, il terapeuta prepara il paziente, spiegando la procedura e sviluppando strategie per la gestione dello stress.
- Valutazione: Il paziente identifica un’immagine visiva legata all’ossessione o al trauma, una credenza negativa su se stesso legata a quella immagine, e una credenza positiva che vorrebbe avere al suo posto. Viene anche valutato il livello di disturbo associato all’immagine.
- Desensibilizzazione: Qui viene utilizzata la caratteristica distintiva dell’EMDR. Il paziente si concentra sull’immagine traumatica mentre segue con gli occhi i movimenti guidati dal terapeuta. Questo processo aiuta a ridurre la carica emotiva associata al ricordo.
- Installazione: Una volta che la carica emotiva dell’immagine è stata ridotta, il terapeuta lavora con il paziente per rafforzare la credenza positiva desiderata.
- Scansione del corpo: Il paziente riflette su eventuali tensioni o disagi corporei associati al ricordo, lavorando ulteriormente sulla desensibilizzazione se necessario.
- Chiusura: Se il paziente diventa troppo angosciato durante la sessione, il terapeuta utilizza tecniche di chiusura per riportarlo a uno stato di equilibrio.
- Rivalutazione: Nelle sessioni successive, il terapeuta e il paziente rivalutano la carica emotiva dell’immagine e l’efficacia del trattamento.
L’EMDR offre un approccio unico al trattamento del DOC, in particolare quando le ossessioni o le compulsioni sono legate a traumi o eventi stressanti.
Non è la terapia di prima scelta per il DOC, ma per chi ha alle spalle un trauma vero può avere senso lavorare anche su quello.
Come sempre, è fondamentale che l’EMDR venga condotto da un professionista adeguatamente formato ed esperto nella tecnica.
La mia esperienza personale
Ho iniziato la mia avventura terapeutica 3 anni fa per ragioni differenti dal DOC. Mi sentivo una maschera di me stesso e non avevo la più pallida idea di cosa stessi facendo nella vita. Lasciare la mia ex-morosa fu il catalizzatore finale di un cambiamento necessario.
La mia scelta iniziale di affidarmi a un terapeuta dall’approccio psicodinamico mi ha permesso di sondare profondamente i recessi della mia psiche, comprendendo e accettando parti di me che nel corso della mia vita avevo visto come “sbagliate” o “strane”.
Questo percorso ha gettato luce su molti aspetti della mia personalità, e mi ha aiutato a comprendere meglio e risolvere problematiche esterne che avevano bisogno di attenzione.
Mi ritengo tuttora soddisfatto del mio percorso in psicoterapia e dei successi personali e professionali che ho raggiunto negli ultimi anni. Nutro ancora una profonda stima verso questo primo professionista che mi ha seguito.
Tuttavia, quando il DOC si è acutizzato e trasformato in una diagnosi concreta a seguito di un forte trauma, ho iniziato a percepire tutti i limiti dell’approccio psicodinamico, almeno per la mia situazione specifica.
Le ultime sedute sono diventate sempre più difficili e sgradevoli, culminando in un momento di forte rabbia e frustrazione. Questa reazione viscerale mi ha spinto a prendere le redini della mia guarigione e a cercare un’alternativa.
La mia recente decisione di rivolgermi a una terapeuta specializzata nel DOC e nell’approccio cognitivo-comportamentale è stata un importante punto di svolta, soprattutto la conferma che il mio bisogno di affrontare prima i sintomi e poi le cause sottostanti era valido come avevo intuito.
Adesso, con un percorso terapeutico più adatto alle mie esigenze, mi sono trovato a ridurre gradualmente le sedute dopo un chiaro aumento della mia autonomia e stabilità.
Inoltre, siamo riusciti a spostare il focus su tematiche che vanno oltre il DOC, integrando alcune pratiche della Terapia di Accettazione e Impegno che mi stanno aiutando a capire quali aspetti ho trascurato della mia vita e come modificare il mio approccio ad alcune situazioni di vita reale, con il fine di indebolire sempre più il Disturbo Ossessivo-Compulsivo e rafforzare la mia identità personale.
Vorrei concludere con una prospettiva: le prime due settimane di luglio 2023 sono state le più dure della mia vita. Sono stato travolto dal DOC, affondando in un abisso di sofferenza e incertezza senza fondo. Eppure eccomi qui, riemerso dalle acque torbide e pronto a comprendermi e a volermi sempre più bene.
Il DOC può essere una condizione debilitante, ma fortunatamente esistono diverse terapie efficaci disponibili per tornare a vivere una vita piena e soddisfacente.
Terapie per il DOC: Consigli da Chi lo Vive Ogni Giorno — Luca Pasini, Fuori Dal DOC. https://fuoridaldoc.it/terapie-per-il-doc-consigli-da-chi-lo-vive-ogni-giorno/