
Come gestire il DOC in vacanza
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Le vacanze dovrebbero essere momenti di relax, divertimento e scoperta, ma per chi soffre di disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) possono anche rappresentare una sfida insidiosa.
Mentre mi trovo in montagna con alcuni amici e rifletto sulla mia recente esperienza di viaggio con i miei genitori, condividerò alcune strategie preziose che ho imparato per gestire il DOC durante le vacanze.
1. Le altalene emotive: equilibrio e ricaduta
Per il weekend di Ferragosto, ho trascorso un soggiorno nella località montanara di Folgarida con i miei genitori. Essendo consapevole dei problemi al ginocchio di mia madre, sapevo che l’approccio alle escursioni sarebbe stato più “soft” rispetto alle avventure che prevedevo di fare con i miei amici in seguito.
Questa prospettiva non mi dispiaceva affatto, dato che sono un inguaribile pigrone e desideravo prima di tutto rilassarmi :)
Nonostante un viaggio da bollino nero, con oltre 7 ore di guida e qualche incidente stradale nel mezzo, siamo arrivati a destinazione tutti quanti di buonumore e con il mio DOC saldamente sotto controllo.
Oltretutto ero già reduce da una settimana molto positiva, con tanti momenti di felicità e spensieratezza a colorare le giornate, ma il culmine di questa ondata di positività è stato raggiunto durante i primi due giorni di vacanza con i miei genitori.
Il secondo giorno, in particolare, abbiamo raggiunto la cima del Ghiacciaio Presena, un paradiso per gli amanti della natura e della storia legata alla Grande Guerra, situato a 3.069 metri di altezza. Proprio lì, ho avvertito una rara e profonda sensazione di pace con me stesso, come se il tempo si fosse fermato.
Qualche ora dopo, il DOC ha scelto di colpire.
Nel momento di maggiore felicità e vulnerabilità, qualcosa ha iniziato a farsi strada nella mia mente. Ossessioni familiari sono riemerse, anche se inizialmente sono riuscito a tenerle a bada senza troppo sforzo. Purtroppo, la notte è giunta, e con essa l’ansia ha reso difficile addormentarsi.
Il giorno successivo, complice la scarsa qualità del sonno e l’intensificarsi delle ossessioni, ho trascorso gran parte delle ore imprigionato nel mio cervello con forti reazioni d’ansia associate ai pensieri intrusivi.
Ho provato rabbia, delusione e frustrazione. Quando ciò che sembra un bagliore di luce sprofonda improvvisamente nell’oscurità, la sensazione iniziale è quella di sconfitta. Ci si chiede se si sia stati ingannati, se i progressi fatti siano solo illusori e se la guarigione sia davvero possibile.
Tuttavia, dopo ore di lotta interna e autocommiserazione, ho riconsiderato la natura del percorso di guarigione dal DOC. Ho riconosciuto che non è lineare, ma piuttosto costellato di alti e bassi. Ho scelto quindi di prendere in mano la situazione chiedendo a mio padre di fare una camminata in un bosco vicino al nostro residence, nonostante l’intensità delle ossessioni e dell’ansia.
Quella camminata è stata come un primo tassello in un mosaico di ricostruzione personale durato 2-3 giorni. Ho rivisto e applicato le strategie che ho imparato nel corso dei mesi, agendo come se il DOC non fosse lì con me. Con determinazione ho ripristinato la mia stabilità emotiva e, di conseguenza, le emozioni positive hanno iniziato a fluire nuovamente dentro me.
2. La forza della condivisione
Alcune settimane dopo, sono ritornato in montagna per le vacanze, questa volta in compagnia di una coppia di amici che sono per me dei pilastri fondamentali nella mia vita. Sono quelli su cui so di poter sempre fare affidamento, e questo aspetto è stato cruciale per affrontare la vacanza con maggiore serenità.
Prima di partire, ho deciso di condividere con loro i meccanismi del mio disturbo ossessivo-compulsivo. Ho spiegato cosa sarebbe potuto accadere nei momenti di massima intensità delle ossessioni, in modo che nessuno si trovasse impreparato. Questo dialogo preventivo ha creato una sorta di rete di sostegno emotivo, mettendoci tutti sulla stessa lunghezza d’onda e permettendoci di godere appieno della vacanza.
Forte dell’esperienza con i miei genitori e della mia consapevolezza dei pattern del disturbo, ho chiesto ai miei amici di agire come un supporto attivo nel caso mi fossi trovato in situazioni complesse. La mia richiesta era di coinvolgermi in attività diverse per distogliere la mente dalle ossessioni, senza cadere nella trappola delle rassicurazioni sui contenuti delle stesse. Questo accordo ci ha resi più uniti, e ho potuto partire per la vacanza con una sensazione di leggerezza.
In effetti, durante questa vacanza con i miei amici, ho imparato che il DOC non può definire completamente l’esperienza. A parte qualche momento di difficoltà, non ho avuto crisi devastanti e ho potuto apprezzare ogni momento senza sentirlo offuscato dalle ossessioni.
Questa esperienza ha rafforzato la mia convinzione che, con il giusto approccio e con il sostegno delle persone care, è possibile gestire il DOC anche durante le vacanze e godersi appieno i momenti di relax e felicità.
3. Strategie per affrontare il DOC in vacanza
Ricapitolando, ecco i suggerimenti che ho raccolto durante queste vacanze su come affrontare il DOC:
- Accetta le emozioni negative senza giudicarti: È comune percepire la vacanza come un periodo di obbligata felicità, ma chiunque abbia a che fare con il DOC non dovrebbe sentirsi schiacciato da questa pressione sociale. Durante la tua pausa, lasciati andare ai momenti positivi, ma ricorda che anche quelli difficili sono parte dell’esperienza. Abbraccia le emozioni negative senza autocritica, affrontandole con pazienza e fiducia nel tuo percorso.
- Ricerca il sostegno di chi ti vuole bene: Avere vicino persone che ci comprendono e sostengono è fondamentale. Durante queste vacanze, ho sperimentato il valore del supporto dei miei genitori e dei miei amici. Sapere di avere alle spalle un sostegno incondizionato aiuta ad affrontare ostacoli che altrimenti potrebbero apparire insormontabili.
- Concentrati sul fare e non sul pensare: Ho scoperto che immergermi in attività fisiche e coinvolgenti è un metodo potente per contrastare l’inarrestabile flusso dei pensieri ossessivi. Durante le mie vacanze in montagna ho dato ampio spazio alle escursioni e alla vista di paesaggi naturali mozzafiato. Questo approccio mi ha aiutato a deviare l’attenzione dai pensieri intrusivi e a concentrarmi sulle sensazioni fisiche e sul presente.
Conclusione
Nonostante i momenti difficili, ho sperimentato in prima persona che è possibile vivere delle vacanze gratificanti e significative, senza che il DOC detenga il controllo per tutto il tempo. Queste esperienze hanno rafforzato la mia convinzione che la perseveranza, il sostegno e l’approccio positivo possono farci superare ostacoli apparentemente insormontabili, trasformandoli in opportunità di crescita e cambiamento.